“Nel novembre del 1989 i miei genitori, iscrissero me ( 9 anni ) e mio fratello ( 7 anni ) in una palestra vicino casa mia. Mio fratello scelse di praticare karate, mentre io preferii seguire altri sport. Ogni volta, finito il mio allenamento, aspettavo Salvatore osservando la lezione. Quello che vedevo era un gruppo di bambini vestiti di bianco che ripetevano sempre gli stessi gesti, e urlavano quando il maestro (Giuseppe Coppola) alzava il tono della voce. Due mesi dopo, decisi di seguire quella strada , mi iscrissi al corso e da quel giorno, il karate diventò parte di me. Dopo 6 anni di pratica, nel 1996, diedi l'esame di 1° Dan, di fronte i Maestri Nino Tammaccaro e Gianni Ferrara. Ancora ricordo benissimo l'emozione che provai quel giorno, non esagero dicendo che quello è stato uno dei giorni più importanti della mia vita. In questi anni ho avuto tre maestri a cui devo veramente tanto. Il primo è stato il M°Giuseppe Coppola, una persona che stimo tantissimo soprattutto sotto l'aspetto umano, con lui mi sono allenato per circa 10 anni, sicuramente è colui a cui devo di più perchè mi ha fatto scoprire e amare questa disciplina. Dopo la cintura nera per un paio di anni mi sono allenato con il M° Paolo Rizza, un persona con un carattere particolare, ma dotato di una fortissima personalità. Entrambi, pur con caratteristiche diverse, erano bravi nel kumite, il primo faceva della forza fisica la sua arma migliore, mentre il secondo era dotato di gran velocità e decisione.
Verso i 19 anni, per problemi che non sto qui a spiegare, volevo chiudere con il karate, ma grazie all'appoggio e al consiglio della mia famiglia, della mia ex ragazza, e di alcuni amici/allievi più grandi, decido, nonostante la giovanissima età di continuare per la mia strada e cominciare ad insegnare. Tutte queste persone mi sono sempre state vicino, dandomi forza e coraggio per andare avanti nonostante le difficoltà iniziali.
Essendo ancora troppo giovane ed inesperto, avevo bisogno di una guida che poteva farmi crescere sia dal punto di vista tecnico che umano. Fù allora che contattai il M° Ferrara, e da quel giorno la mia vita di karateka cambiò. Il Maestro mi accolse fin da subito come allievo, dandomi tutto il sostegno di cui avevo bisogno, e facendomi scoprire un karate ben diverso da quello che conoscevo, non più un karate fatto di pugni e calci, ma un karate tradizionale basato sullo studio e applicazione dei kata. Il Kata è forse la parte ove il Karate è racchiuso con tutti i suoi segreti e le sue radici più profonde. Oggi, viene impiegato come strumento competitivo ed ha subito una sua evoluzione a carattere agonistico che ne ha sicuramente deturpato l'area più profonda, che è lo studio e la ricerca delle reali tecniche che in esso sono nascoste , che grazie all'insegnamento del Maestro sto cominciando a scoprire e amare.
La continua ricerca della perfezione in ogni singola tecnica, in ogni singolo spostamento permette al nostro corpo un movimento sempre più armonioso ed efficace riducendo gli infortuni causati da un suo uso scorretto. Questa scoperta nel Karate è fondamentale, viene ancora prima della forza e della potenza; ovvero la capacita di dialogare col proprio corpo rappresenta un salto di qualità.
Quindi possiamo benissimo dire che il fine del karate, oltre naturalmente all'aspetto marziale, è la salute, intesa come integrità psichica oltre che fisica.
Oggi, posso dire di avere una palestra avviata, ed un gruppo di allievi validi e volenterosi che nel corso degli anni mi hanno dato tantissime soddisfazioni, e molti di loro, pur essendo giovanissimi, hanno capito il significato più profondo del karate do, che secondo me è racchiuso nella massima del maestro Funakoshi: “karate ni sente nashi”. Queste parole, "non attaccare mai per primo" non significano solamente: non usare il Karate per combattere, o far si che il tuo aggressore comprenda mentalmente che è meglio non attaccare, ma la vera essenza va ben oltre, significa sapersi comportare e saper vivere con la gente, caratteristiche che deve sviluppare un vero karateka.”
Oss..
Giuseppe Di Blasi