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日志


IO E IL KARATE DO

yokotobigeri    S5001357

“Nel novembre del 1989 i miei genitori, iscrissero me ( 9 anni ) e mio fratello ( 7 anni ) in una palestra vicino casa mia. Mio fratello scelse di praticare karate, mentre io preferii seguire altri sport. Ogni volta, finito il mio allenamento, aspettavo Salvatore osservando la lezione. Quello che vedevo era un gruppo di bambini vestiti di bianco che ripetevano sempre gli stessi gesti, e urlavano quando il maestro (Giuseppe Coppola) alzava il tono della voce. Due mesi dopo, decisi di seguire quella strada , mi iscrissi al corso e da quel giorno, il karate diventò parte di me. Dopo 6 anni di pratica, nel 1996, diedi l'esame di 1° Dan, di fronte i Maestri Nino Tammaccaro e Gianni Ferrara. Ancora ricordo benissimo l'emozione che provai quel giorno, non esagero dicendo che quello è stato uno dei giorni più importanti della mia vita. In questi anni ho avuto tre maestri a cui devo veramente tanto. Il primo è stato il M°Giuseppe Coppola, una persona che stimo tantissimo soprattutto sotto l'aspetto umano, con lui mi sono allenato per circa 10 anni, sicuramente è colui a cui devo di più perchè mi ha fatto scoprire e amare questa disciplina. Dopo la cintura nera per un paio di anni mi sono allenato con il M° Paolo Rizza, un persona con un carattere particolare, ma dotato di una fortissima personalità. Entrambi, pur con caratteristiche diverse, erano bravi nel kumite, il primo faceva della forza fisica la sua arma migliore, mentre il secondo era dotato di gran velocità e decisione.

Verso i 19 anni, per problemi che non sto qui a spiegare, volevo chiudere con il karate, ma grazie all'appoggio e al consiglio della mia famiglia, della mia ex ragazza, e di alcuni amici/allievi più grandi, decido, nonostante la giovanissima età di continuare per la mia strada e cominciare ad insegnare. Tutte queste persone mi sono sempre state vicino, dandomi forza e coraggio per andare avanti nonostante le difficoltà iniziali.

Essendo ancora troppo giovane ed inesperto, avevo bisogno di una guida che poteva farmi crescere sia dal punto di vista tecnico che umano. Fù allora che contattai il M° Ferrara, e da quel giorno la mia vita di karateka cambiò. Il Maestro mi accolse fin da subito come allievo, dandomi tutto il sostegno di cui avevo bisogno, e facendomi scoprire un karate ben diverso da quello che conoscevo, non più un karate fatto di pugni e calci, ma un karate tradizionale basato sullo studio e applicazione dei kata. Il Kata è forse la parte ove il Karate è racchiuso con tutti i suoi segreti e le sue radici più profonde. Oggi, viene impiegato come strumento competitivo ed ha subito una sua evoluzione a carattere agonistico che ne ha sicuramente deturpato l'area più profonda, che è lo studio e la ricerca delle reali tecniche che in esso sono nascoste , che grazie all'insegnamento del Maestro sto cominciando a scoprire e amare.

La continua ricerca della perfezione in ogni singola tecnica, in ogni singolo spostamento permette al nostro corpo un movimento sempre più armonioso ed efficace riducendo gli infortuni causati da un suo uso scorretto. Questa scoperta nel Karate è fondamentale, viene ancora prima della forza e della potenza; ovvero la capacita di dialogare col proprio corpo rappresenta un salto di qualità.

Quindi possiamo benissimo dire che il fine del karate, oltre naturalmente all'aspetto marziale, è la salute, intesa come integrità psichica oltre che fisica.

Oggi, posso dire di avere una palestra avviata, ed un gruppo di allievi validi e volenterosi che nel corso degli anni mi hanno dato tantissime soddisfazioni, e molti di loro, pur essendo giovanissimi, hanno capito il significato più profondo del karate do, che secondo me è racchiuso nella massima del maestro Funakoshi: “karate ni sente nashi”. Queste parole, "non attaccare mai per primo" non significano solamente: non usare il Karate per combattere, o far si che il tuo aggressore comprenda mentalmente che è meglio non attaccare, ma la vera essenza va ben oltre, significa sapersi comportare e saper vivere con la gente, caratteristiche che deve sviluppare un vero karateka.”

Oss..

Giuseppe Di Blasi

IL MAESTRO GIANNI FERRARA

                                                           afkci

Il maestro Gianni Ferrara è il direttore tecnico dell'A.F.K.C.I, accademia riconosciuta dall'ente di promozione sportiva Csain. Inizia la pratica del karate nel 1972 sotto la direzione tecnica del M° Litrico. Continua l’attività con il maestro Santo Torre fino al 3° Dan, ma poi diviene allievo di sensei Nino Tammaccaro, trascinato dal suo grande carisma e spessore tecnico. Ad oggi sono passati oltre vent'anni sotto la guida di sensei Tammaccaro. Da questi acquisisce una nuova visione del karate, che nell'ambiente è identificata col termine "fudokan", che corrisponde alla visione del karate di sensei Taiji Kase, di cui il maestro Tammaccaro è stato allievo. Fudokan infatti, era il nome del dojo del maestro Kase che era solito definirlo come il luogo "dove si allenano gli uomini forti dal cuore puro".  Sotto la guida del maestro Tammaccaro, nel 1992 ad Aix in Francia, conquista il titolo europeo EFKU di kata e kumite. Oggi il maestro Ferrara è l'esempio vivente di chi è riuscito a fare del karate do uno stile di vita, non solo per la costante pratica che gli ha permesso di ottenere un elevato livello tecnico, ma perchè cerca sempre di mettere in pratica i principi morali del karate e di trasmetterli ai propri allievi. Per questi motivi è diventato la guida e il punto di riferimento di diversi dojo e di tanti praticanti.

Grazie maestro!!!

maestro ferrara e m° tammaccaro               ferrara

DICONO DEL MAESTRO TAMMACCARO

 
C'era una volta... ieri!

di Franco Franchi

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Nino Tammaccaro – Il guerriero inconsueto

Era stato tra i primi a cogliere il fascino avvincente del karate come lo proponeva, fuori dagli schemi risaputi di una marzialità esoterica, il maestro Hiroshi Shirai, arrivato senza clamori ma con un ferreo e ragionato programma di proselitismo e diffusione della disciplina. Esuberante, spontaneo, irruente, bizzarro ed imprevedibile, Nino Tammaccaro aveva scoperto nel karate la possibilità di esprimersi secondo schemi gestuali che corrispondevano perfettamente alla sua personalità. Perché il maestro Shirai, pur nel rispetto del rigore tecnico più intransigente non proponeva un karate mistico ed impenetrabile come i maestri che lo avevano preceduto con apparizioni saltuarie.

Voleva, prima di tutto, atleti vigorosi e tenaci che sapessero esprimere anche fisicamente i significati concreti di certi valori che una mitologia deviante relegava nella mistica sfera dello spirito. Non fu difficile per Nino inserirsi nel gruppo ristretto dei fedelissimi del maestro: di coloro, cioè, che riuscivano a rappresentarne visivamente il messaggio nel modo più aderente alla sua verità. C’era un limite in loro ed era quello di essere fatalmente la fotocopia, nel senso più ampio del termine di chi li addestrava. Anche perché avevano acquisito il fondamentale principio marziale della disciplina in forza del quale l’insegnamento non ammette deviazioni o correzioni operative.

Un concetto che urtava fatalmente con l’esuberanza caratteriale di Nino Tammaccaro abituato ad esprimersi senza mediazioni, seguendo le umoralità del suo istinto per certi versi simpaticamente animalesco. E questo lo metteva in una posizione anomala nei confronti della testuggine pretoriana degli adepti che, al pari del maestro, accettava spesso con malcelata insofferenza le iniziative del solista. Perché proprio tale finiva per essere questo gladiatore irruente che, pur apprezzando le interiorità filosofiche della gestualità, finiva sempre per dare più spazio agli aspetti esteriori della disciplina. Per un destino singolare, Nino Tammaccaro fu sempre quello che seppe sacrificarsi con impegno fisico più elevato. Nessuna fatica lo spaventava ma quello che maggiormente lo realizzava era la spettacolarità dell’esibizione dove poteva esprimersi compiutamente la creatività della sua fantasia gratificata dall’applauso degli ammiratori. Anche nelle competizioni, Nino rinunciò sempre per vocazione alle strategie, ai tatticismi, alla ricerca della tecnica preziosa e rifinita: sarebbe stata per lui una mortificazione insopportabile. Vinse raramente anche per questo ma la generosità dei suoi combattimenti gli guadagnò la simpatia e l’ammirazione di uno stuolo di fedelissimi conquistati proprio dal fascino dell’eroe perdente al quale va il premio della nobiltà della sconfitta.

Furono quelli che lo seguirono quando, per primo, seppe affrancarsi dalla magnetica personalità del maestro Shirai rifiutandosi di seguirlo nella nuova compagina federale quando le ragioni della politica imposero lo scioglimento della struttura organizzativa originaria. E Nino Tammaccaro divenne il corifeo dell’autodifesa di cui rimane l’interprete più originale seguendo schemi assolutamente al di fuori di quelli codificati. Si può dire, magari forzando enfaticamente le cose, che Nino Tammaccaro è il fondatore, il caposcuola, dell’autodifesa sportiva in opposizione a quella tradizionale.

L’incisività estemporanea del comando rispetto alle tattiche ragionate dell’esercito regolare.

Questa è la caratteristica primigenia di uno dei protagonisti più apprezzati della breve ma intensa storia del karate italiano di cui ha scritto qualche pagina ruvida: coraggiosamente.

Per gentile concessione della rivista Samurai
Mese di Ottobre - Anno 1988

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                                           IL MAESTRO NINO TAMMACCARO CON IL MAESTRO GIANNI FERRARA

ESAMI PASSAGGIO DI DAN

Domenica 24 maggio si sono svolti a Enna gli esami di passaggio di dan dell’Accademia Fudokan Karate Csain Italia, diretta dal maestro Gianni Ferrara. Davide La Paglia e Stella Maria, allievi del maestro Giuseppe Di Blasi della Seiken Karate Club Enna hanno superato con un esito brillante questa prova. Il primo ha conquistato l’ambita cintura nera (1° Dan), dimostrando di possedere un buon bagaglio tecnico e un buon controllo emotivo. Tutti i praticanti considerano la cintura nera la tappa più importante del proprio percorso marziale, ma allo stesso tempo la prima e imprescindibile che apre la porta verso i veri principi di questa disciplina. Stella Maria invece ha superato l’esame per il conseguimento del 3° dan. La commissione tecnica è stata presieduta dal maestro Gianni Ferrara responsabile della suddetta Accademia, il quale prima ha diretto uno stage rivolto ai tecnici, a tutte le cinture nere e a tutti coloro che dovevano sostenere gli esami. Il Maestro Di Blasi si ritiene molto soddisfatto del cammino svolto in questi anni dai propri allievi, ai quali ricorda che il karate è una disciplina che mira sì alla crescita tecnica ma soprattutto ad uno sviluppo globale della personalità di ogni praticante.

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GARA NISCEMI APRILE 2009

Gli atleti della seiken karate club enna hanno ottenuto 2 ori, un argento e tre bronzi al “3° trofeo città di Niscemi” che si è svolto domenica scorsa. Il maestro Giuseppe Di Blasi e l’istruttrice Maria Stella hanno accompagnato 15 atleti, delle palestre di Enna e Leonforte, alla manifestazione sportiva. Gli atleti hanno partecipato alle specialità di kata (forme), singolo e a squadre, e di kumite (combattimento). Nel kata singolo Mattia Catalfo si aggiudica il terzo posto, mentre nella specialità a squadre oro per D’Alotto Kevin, D’Alotto Vincenzo e Messina Carmelo. Nel kumite Davide Calzetta sale sul gradino più alto del podio nella categoria 15-17 anni cinture nere, vincendo tutti gli incontri. Argento nella stessa specialità per Matteo Befumo, categoria 6-8 anni e bronzo per Puglisi Simone categoria cinture nere 10-13 anni cintura nera e per Camiolo Andrea categoria 10-13 anni cintura bianca. Da evidenziare pure le ottime performance degli altri atleti della seiken: Vittorio La Delfa, Inguì Francesco, Romano Francesco, Giuseppe Murgano, Di Dio Demetra, Bruno Lorenzo e Noemi Murgano. Soddisfatti gli accompagnatori che ricordano che l’obiettivo del karate però non coincide con la vittoria in gara ma con la crescita psico fisica e morale.

      P1140806     il M° Di Blasi e l'allievo Davide Calzetta

CAMPIONATO ITALIANO TORINO 2008

Il fine settimana  del 29-30 marzo scorso, ha visto protagonisti dei campionati nazionali di karate tradizionale JKS (Japan Karate Shotokan) e Csain, tre bravissimi atleti ennesi, del Seiken Karate Club di Enna, diretto dal M° Giuseppe Di Blasi. I ragazzi guidati dal M° Di Blasi, hanno partecipato alle due diverse specialità del kata (forme) e del kumite (combattimento libero), ottenendo ottimi piazzamenti. Inguì Francesco, nella categoria 12/14 cinture nere, specialità Kata (forme) ha conquistato un meritatissimo 3° posto, nella stessa specialità ma nella categoria 9/11 anni cinture nere, Murgano Giuseppe si aggiudica il 2° posto Infine il più grande dei tre componenti la squadra del Seiken Karate Club di Enna, ovvero Murgano Aldo, diciassettenne cintura nera, ha conquistato il 2° gradino del podio nella specialità kata, e dopo diversi incontri dove è risultato vincitore ed un’accanitissima finale, con un ragazzo della Sardegna, si aggiudica il 1° posto nella specialità del kumite, divenendo così il nuovo campione italiano di categoria. Dopo la gara, il neo-campione Aldo Murgano, viene convocato nella rappresentanza azzurra che parteciperà al campionato europeo di Kumite che si terrà a Londra il prossimo Ottobre. Grandissima soddisfazione per il Maestro Di Blasi:  "i tre ragazzi praticano karate da diversi anni, Francesco e Giuseppe da sei, Aldo da qualche anno in più. Hanno partecipato e  vinto tantissime gare rimanendo comunque sempre delle persone con un grandissimo senso di responsabilità e di umiltà. Ciò che mi rende veramente fiero, è, che  hanno capito, la vera essenza del karate do, che va ben oltre le coppe o medaglie vinte in qualsiasi torneo".

 

                                 torino 2008                   torino 2008 (8)

3° TORNEO DI KARATE CITTà DI ENNA

 

                                                        foto partecipanti

Nell’ambito della manifestazione “Sport per la Vita 2” il 18 maggio l’ASD Seiken Karate Club, in collaborazione con il Comitato Provinciale CSAIN Enna e con l’Accademia Fudokan Karate Csain Italia, ha organizzato il 3° torneo di Karate città di Enna.

Hanno partecipato alla competizione, oltre ai padroni di casa, ben tredici società sportive provenienti da diverse parti della Sicilia. All’incirca 150 karateka si sono sfidati nelle specialità di kata e kumite (combattimento) dando luogo ad un bello spettacolo per il pubblico. La manifestazione organizzata dal maestro Di Blasi con la collaborazione dei suoi allievi, è andata nel migliore dei modi. Si inizia con il saluto e i ringraziamenti  a tutte le società sportive  che hanno preso parte alla gara ed al pubblico. Dopo il saluto iniziale, tipico delle arti marziali, da parte degli atleti e del corpo arbitri si parte subito con le competizioni di kata, dalla categoria pulcini sino alla categoria senior. Alla competizioni di kata seguono quelle di kumite e le relative premiazioni. Il maestro Di Blasi si ritiene molto soddisfatto per il buon esito della manifestazione in tutti i suoi aspetti, da quello organizzativo al clima di sportività che si è respirato per tutto lo svolgersi della manifestazione. Soddisfazione anche per gli ottimi piazzamenti ottenuti dai piccoli atleti di Enna e di Leonforte guidati dal maestro Di Blasi e dall’istruttrice Maria Stella. Complessivamente i karateka della seiken hanno portato a casa tre ori, sei argenti e sei bronzi. Nella specialità Kata primo posto per Giuseppe Murgano nella categoria speranze cinture nere, per Vittorio La Delfa nella categoria pulcini cintura gialla e per Vincenzo D’Alotto nella classe pulcini cinture arancioni. In quest’ultima categoria si aggiudicano secondo e terzo posto rispettivamente Kevin D’Alotto e Giuseppe Oliveri.  Argento invece per Demetra Di Dio categoria esordienti cinture arancioni e bronzo nella medesima per Marilena Muratore. Secondo posto anche per Giuseppe Salanitro tra le speranze cintura bianca e per Davide Calzetta nella categoria esordienti cinture nere in cui il terzo posto è stato conquistato dal compagno Francesco Inguì. Argento pure per Sara Capizzi nella categoria femminile pulcini cintura gialla. In quest’ultima la medaglia di bronzo è stata conquistata da Martina Baiunco . Medaglia di bronzo per Antonino Barbera tra i pulcini cintura gialla e per Fabio Calzetta nella classe speranze cintura verde che nello spareggio per il terzo posto batte il compagno di squadra Lorenzo Bruno. Nel kumite Aldo Murgano conquista il secondo posto nella categoria cadetti 15-17 anni. Buone anche le prove degli altri piccoli karateka della seiken: Sandro Di Napoli, Carmelo Messina che è stato battuto nello spareggio per il terzo posto, Salvatore Mancuso, Daniel e Nicole Perillo, Gaia, Oriana e Dario Astorina, Davide Maurizi, Francesco Romano, Francesco Salamone, Antonio di Vita, Andrea Cangeri, Angelo Sanfilippo, Simone Puglisi, Filippo Biondo, Antonino Patti, Alberto Tilaro e Giulia Rizza.

    gara enna      premiazione

VIDEO

        

               KATA A SQUADRA, NISCEMI GIUGNO 2008

 

      

                  DIMOSTRAZIONE A LEONFORTE FEBBRAIO 2009

ESAMI PER 1° E 2° DAN

Domenica 27 aprile, per due ragazzini della seiken karate club enna è cominciato il lunghissimo cammino lungo la via tracciata dal karate. Simone Puglisi (13 anni) e Davide Calzetta (14 anni) si sono cinti dell’ambita cintura nera (1° dan), che da ogni karateka è considerata la tappa più importante del proprio percorso ma allo stesso tempo la prima e imprescindibile che apre la porta verso i veri principi di quest’arte marziale. L’esito dell’esame, nonostante la difficoltà della prova, è stato brillante. La prova si è svolta a Via Grande, sotto la direzione tecnica del maestro Gianni Ferrara responsabile dell’ Accademia Fudokan karate csain Italia, subito dopo uno stage diretto dallo stesso. Gli allievi del Maestro Giuseppe Di Blasi hanno dimostrato di possedere un buon bagaglio tecnico e di riuscire a controllare bene le proprie emozioni. Un altro karateka della seiken, Giuseppe Cannarozzo, ha ottenuto il grado di 2° dan superando con un ottimo esito l’esame. Ora nella seiken sono ben cinque le cinture nere tra i giovanissimi: Francesco Inguì, Giuseppe Murgano, Emanuele Murgano, Davide Calzetta e Simone Puglisi. Il Maestro Di Blasi si ritiene molto soddisfatto del cammino svolto in questi anni dai propri allievi, ai quali ricorda che la cintura nera non è il punto di arrivo ma solo l’inizio verso la vera conoscenza del karate, inteso come una disciplina che porta ad una crescita tecnica ma soprattutto ad uno sviluppo globale della personalità di ogni praticante. Infatti tra i karateka si parla di karate do, in cui il termine “do” assume il significato di “via” che indica il percorso spirituale che si affianca a quello tecnico svolto da ogni praticante. Il karate do (letteralmente “via della mano vuota”) acquista come obiettivo primario la crescita interiore, da ottenere attraverso la pratica tecnica. Ogni praticante dovrebbe raggiungere accanto al benessere fisico e alla capacità di autodifesa, un buon equilibrio emotivo, fiducia e conoscenza delle proprie capacità e consapevolezza dei propri limiti. Tutto questo bagaglio spirituale deve poi essere trasferito fuori dalle mura del “dojo” (luogo in cui si percorre la via, cioè la palestra) nella vita di tutti i giorni. Grazie a tutto questo il Karate do si prefigura come un disciplina a valenza fisica e psicosociale.

                                                 davide simone giuseppe e il maestro

VIDEO

                                                 
                      
    
                        MAESTRO GIANNI FERRARA
 
 
    
                                     ALDO MURGANO
 
     
                                  
 
 
 

VIDEO GARA A NISCEMI GIUGNO 2008

   
 
       
 
         

VIDEO DIMOSTRAZIONE A LEONFORTE

      
 
       

          

     
 

 

LEZIONI LEONFORTE

ORARIO MARTEDI’ GIOVEDI’
17.30-18.30 4-5 anni 4-5 anni
18-30-19.30 6-8 anni 6-8 anni
19.30-20.30 9-14 anni 9-14 anni
20.30-21.30 adulti adulti

 

le lezioni dell’istruttrice Stella Maria si svolgono nella palestra Body Line sita a Leonforte in via Torretta 1,

le lezioni rivolte agli adulti sono tenute dal maestro Giuseppe Di Blasi

LEZIONI ENNA

  
     ORARIO

   LUNEDI

  MERCOLEDI’

      VENERDI’

19.00-20.00

   6-8 anni

 

       6-8 anni

20.00-21.00

  9-14 anni

 

      9-14 anni

21.00-22.30

     adulti

       adulti

        adulti

 

le lezioni del maestro Giuseppe Di Blasi si svolgono nella palestra sita ad Enna Bassa in via Borremans

CINTURE NERE

     yokotobigeri blog              filippo

                 MAESTRO GIUSEPPE DI BLASI                                                FILIPPO DI BENEDETTO

     salvo aldo

                       SALVATORE DI BLASI                                        ALDO MURGANO

     igor                                STELLA

           IGOR DELL’AERA                                                             STELLA MARIA

    peppe                                   carlo  

      GIUSEPPE CANNAROZZO                                                      CARLO MIRISOLA

    peppe calzetta                               tano

         GIUSEPPE CALZETTA                                                             GAETANO CAPIZZI

    davide                   emanuele                     francesco

    DAVIDE CALZETTA                                         EMANUELE MURGANO               FRANCESCO INGUI’

    peppino                                     simone2

    GIUSEPPE MURGANO                                               SIMONE PUGLISI

                                 

               DAVIDE LA PAGLIA                                                 VITO CANGERI

TROFEO REGIONALE 14/12/08

Domenica scorsa gli atleti ennesi e leonfortesi della seiken karate club Enna, del maestro Giuseppe Di Blasi, hanno conquistato numerosi piazzamenti al trofeo regionale che si è svolto a Pedara (CT), organizzato dall’ente di promozione sportiva CSAIN. Dodici i piccoli atleti della seiken, che guidati dal maestro di Blasi e dall’istruttrice Maria Stella, hanno partecipato nella specialità kata ottenendo nelle diverse categorie 7 ori, 2 argenti e un bronzo. Sul gradino più alto del podio sono saliti: Prestifilippo Giuseppe, Murgano Giuseppe, La Delfa Vittorio, D’ Alotto Kevin, Messina Carmelo, Camiolo Andrea e Cangeri Andrea. Conquistano il secondo posto invece Di Napoli Sandro e D’Alotto Vincenzo. Bronzo invece per Catalfo Mattia. Da ricordare anche le buone prestazioni di Francesco Inguì e Bartolo Prestifilippo. I risultati ottenuti sono molto soddisfacenti e ripagano di tutto l’impegno profuso in questa affascinate disciplina sia dagli atleti che dai loro maestri, i quali ricordano che la gara non è il fine utlimo del karate, ma solo un mezzo per migliorare e confrontarsi con gli altri praticanti.

         gruppo      giuseppe 1°   bimbi

                       

III TROFEO CITTA' DI VILLAROSA

La Seiken karate club Enna, del maestro Giuseppe Di Blasi, ha vinto numerose medaglie al “III trofeo città di Villarosa” che si è svolto domenica scorsa. La Seiken ha partecipato con 22 atleti appartenenti alle palestre di Enna e Leonforte. I karateka guidati dal maestro Di Blasi e dall’istruttrice Maria Stella, hanno conquistato 5 ori, 5 argenti, e 4 bronzi nel kata individuale e un 1 argento e 2 bronzi nel kata a squadre. Nel kata individuale hanno conquistato il primo posto, nelle diverse categorie, che suddividono i partecipanti per età e grado, i seguenti atleti: Giuseppe Murgano, Lorenzo Bruno, Messina Carmelo, Andrea Cangeri e Demetra Di Dio. Nella stessa specialità argento per Angelo e Daniele Leonardi, Martina Baiunco, D’Alotto Vincenzo e Francesco Conti. Terzo posto invece per Salanitro Giuseppe, Marilena Muratore, Giusy Spataro e D’Alotto Kevin. Altri tre piazzamenti arrivano dal kata a squadre. Argento per la squadra composta da D’Alotto Vincenzo, D’Alotto Kevin e Di Napoli Sandro, e nella stessa categoria bronzo per la squadra composta da Francesco Romano, Messina Carmelo e Vittorio La Delfa. Bronzo anche per la squadra composta da Marilena Muratore, Francesco Conti e Andrea Cangeri. Sfortunate ma convincenti le prestazioni di Simone Puglisi e Lorenzo Bruno nella specialità kumite (combattimento). Da sottolineare anche le buone prestazioni degli altri piccoli atleti della seiken: Filippo Biondo, Andrea Camiolo, Antonio Di Vita e Angelo La Porta. I risultati ottenuti danno sicuramente molta soddisfazione, ma l’insegnamento più importante che i maestri suddetti cercano di trasmettere a questi giovanissimi karateka è che il karate va oltre la vittoria di una medaglia e si pone come scopo principale la crescita psicofisica dei praticanti.

gruppo                  kata a squadra                 peppino

       LA SEIKEKEN KARATE CLUB                             MARILENA ANDREA E FRANCESCO 3°                          GIUSEPPE 1° CLASSIFICATO KATA

                                                                                        POSTO KATA A SQUADRA

Esami I dan 06/07/08

 

Domenica scorsa Gaetano Capizzi (48 anni), karateka ennese della seiken karate club, ha conquistato la cintura nera. Il prestigioso riconoscimento è arrivato sotto la guida del maestro Giuseppe Di Blasi che ormai da diversi anni segue il percorso di questo karateka, che aveva iniziato la pratica del karate tanti anni fa con altri maestri. L’esame si è svolto ad Enna ed è stato diretto dal maestro Gianni Ferrara, direttore tecnico dell’ accademia fudokan karate do csain Italia, dopo il consueto stage diretto da quest’ultimo. Durante l’esame Gaetano ha dato prova di possedere grande spirito e tenacia, che gli hanno permesso di affrontare la prova con successo. Infatti ogni karateka deve sviluppare grazie alla pratica soprattutto le proprie doti psicofisiche, e la capacità di affrontare le difficoltà. Il maestro Giuseppe Di Blasi è molto soddisfatto che dopo tanti anni di sacrifici un altro dei suoi allievi ha raggiunto questo importante riconoscimento.

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                                 Gaetano Capizzi con il maestro Ferrara, il maestro Di Blasi e il maestro Scollo

RASSEGNA STAMPA

 

 

      ESAMI 3 DAN      

 

                  

 

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Gli articoli sono stati tratti dai giornali "La Sicilia" e "Giornale di Sicilia"

KATA

KATA

Il Kata (, Kata?) nel Karate-dō, è un esercizio individuale che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari.

Caratteristiche

La parola Kata nella lingua giapponese, nell'antichità assumeva il significato di simbolo per enfatizzarne il contenuto spirituale, in seguito assunse il significato più semplice di forma: infatti il kata è un succedersi di tecniche di parata e attacco prestabilite contro più avversari immaginari e forme. Nell'esecuzione dell'esercizio riveste grande importanza proprio la qualità formale delle singole tecniche, delle posizioni e degli spostamenti.

Non ci si deve però fermare all'aspetto estetico: il kata è un vero combattimento, seppur codificato, quindi deve esprimere efficacia, sia dal punto di vista tecnico che strategico.

Per i praticanti rappresenta l'essenza dell'arte marziale perché racchiude in sé sia lo studio delle tecniche fondamentali (Kihon) che il ritmo e la tattica del combattimento (Kumite): è perciò basilare per progredire nella ricerca della Via (). E, dal punto di vista strettamente tecnico, si può ben dire che studiare i Kata è studiare il Karate nella sua completezza, senza quelle limitazioni poste dal Karate agonistico: in questo senso, si può affermare con certezza che non soltanto nei Kata risiede tutto il Karate, ma che le caratteristiche di ogni singolo stile possono essere comprese appieno soltanto dallo studio dei Kata propri dello stile medesimo.  Il fine è quello di fondere, attraverso la respirazione, le componenti fisica e mentale eseguendo una predeterminata sequenza di gesti per raggiungere una più elevata condizione spirituale.

Ogni kata è composto da una serie di movimenti che ne costituiscono la caratteristica evidente, ma presenta altri elementi che sfuggono alla comprensione più immediata: i maestri che li hanno creati hanno spesso volutamente mascherato il significato di alcuni passaggi per evitare che altri se ne impadronissero. Per esempio i kata vennero mimetizzati in danze innocue, nel periodo in cui ad Okinawa vigeva la proibizione di praticare le arti marziali.

Vi sono dei punti che caratterizzano l'esecuzione di un kata nel karate. Ogni kata inizia e finisce col saluto (rei). L'inchino testimonia un mutato atteggiamento mentale dell'esecutore, che da quel momento esprime tutta la sua forza interiore. Tale stato di massima attenzione (zanshin) si evidenzia in particolare al momento del saluto e del Kiai (grido).

Tutte le tecniche devono essere sostenute dal corretto uso della respirazione e della contrazione addominale (Kime) che, in due particolari momenti esplodono nel kiai. I kata si sviluppano su di un tracciato determinato (embusen); se spostamenti e cambi di direzione vengono eseguiti correttamente, il punto di arrivo del kata corrisponde a quello di partenza.

I dieci elementi del kata

1.   Yio no kisin è lo stato di concentrazione tipico di chi si sente attaccato.

2.   Inyo è l'attacco e la difesa.

3.   Chikara no kiojaku è il grado di forza da impiegare in ogni momento del kata.

4.   Waza no kankyu è il grado di velocità da usare in ogni tecnica.

5.   Taino shin shoku è la contrazione ed espansione del dei muscoli del corpo.

6.   Kokyu è la respirazione, sempre in sintonia con i movimenti.

7.   Tyakugan è il significato che deve avere ogni tecnica nel kata, per fare ciò, occorre visualizzare mentalmente un avversario.

8.   Kiai è un urlo causato dalla contrazione della parete addominale; denota lo spirito combattivo del karateka.

9.   Keitai no hoji è la corretta posizione da eseguire in ogni movimento; rispettando le posizioni è possibile ritornare al punto di partenza una volta terminato il kata.

10.            Zanshin è lo stato di guardia da tenersi al termine del kata prima di ritornare allo stato di Ioi, eseguire il saluto e rilassarsi (Yame).

Shotokan

Lo stile Shotokan attinge dalla tradizione dello Shuri - Te, conservando e codificando una trentina di Kata. Quindici di questi, considerati la base dello stile, derivano dalle modifiche apportate a scopo didattico dal Maestro Yasutsune "Anko" Itosu, allievo del leggendario Sokon "Busho" Matsumura e a sua volta maestro di Gichin Funakoshi; si tratta, pertanto, di Kata rielaborati nei quali sono certamente visibili le connessioni con i Kata originari dello Shuri - Te, ma che tuttavia risultano profondamente diversi da questi ultimi, rappresentandone delle "stilizzazioni" di abbellimento successive e funzionali all'addestramento degli allievi (cfr. Chokki Motobu, OKINAWAN KEMPO, Osaka 1926). I quindici Kata rielaborati dal Maestro Itosu e ripresi dal Maestro Funakoshi sono: i cinque Heian (così rinominati da Itosu dall'originaria dizione "Pin-An"); i tre Tekki; Jion; Jitte; Empi; Hangetsu; Nijushiho; Gankaku; Chinte. I kata tradizionali derivano da due tipologie stilistiche originarie, non inquadrabili in veri e propri stili:
Shorin e Shorei, l'uno caratterizzato da maggior agilità e velocità di spostamento, quindi più adatto ai combattimenti a lunga distanza, l'altro basato su tecniche potenti e posizioni stabili e quindi più adatto ai combattimenti ravvicinati.

*  Kata di base

1.   Taikyoku Shodan - Prima causa (Shorin)

2.   Heian Shodan - Mente pacifica n.1 (Shorin)

3.   Heian Nidan - Mente pacifica n.2 (Shorin)

4.   Heian Sandan - Mente pacifica n.3 (Shorin)

5.   Heian Yondan - Mente pacifica n.4 (Shorin)

6.   Heian Godan - Mente pacifica n.5 (Shorin)

7.   Tekki Shodan - Cavaliere di ferro n.1 (Shorei)

*  Kata di stile

1.   Bassai-dai - Penetrare la fortezza (Shorin) - Il Bassai dai è un kata del karate tradizionale. Il nome tradotto letteralmente significa "penetrare la fortezza". Anticamente (e tuttora in alcune scuole) è noto come Passai Dai.

2.   Kanku-dai - Scrutare il cielo (Shorin)

3.   Jion - Amore di Budda e riconoscenza (Shorei)

4.   Hangetsu - Mezza luna (Shorei)

5.   Empi - Volo di rondine (Shorin)

*  Kata di specializzazione

1.   Jitte - Dieci mani (Shorei)

2.   Tekki Nidan - Cavaliere di ferro n.2 (Shorei)

3.   Gankaku - Gru sulla roccia (Shorin)

4.   Bassai-sho - Penetrare la fortezza (Shorin)

5.   Kanku-sho - Scrutare il cielo (Shorin)

6.   Tekki Sandan - Cavaliere di ferro n.3 (Shorei)

7.   Sochin - Forza e calma (Shorei)

8.   Unsu - Mani di nuvola (Shorin)

9.   Nijushiho - Ventiquattro passi (Shorei)

10.    Gojushiho-sho - Cinquantaquattro passi (Shorei)

11.    Gojushiho-dai - Cinquantaquattro passi (Shorei)

12.    Chinte - Mano straordinaria (Shorei)

13.    Meikyo - Specchio luminoso (Shorei)

14.    Jiin - Tempio dell'amore di Budda (Shorei)

15.    Wankan - Corona di Re (Shorei)