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Di Blasi Giuseppe

Il Maestro Giuseppe Di Blasi tiene corsi di karate do stile shotokan per bambini ed adulti. Le lezioni si svolgono il lunedì e il venerdì nella palestra sita ad Enna Bassa in via Borremans e il martedì e giovedì a Leonforte nella palestra Body line. Le lezioni rivolte ai bambini a Leonforte sono tenute dall'istruttrice Maria Stella.

PER INFORMAZIONI SUI CORSI TELEFONARE AI NUMERI 3475177845 O 3288595598 OPPURE SCRIVERE A seikenkarateenna@tiscali.it
SEIKEN KARATE CLUB ENNA

"karate ni sente nashi"

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IO E IL KARATE DO

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“Nel novembre del 1989 i miei genitori, iscrissero me ( 9 anni ) e mio fratello ( 7 anni ) in una palestra vicino casa mia. Mio fratello scelse di praticare karate, mentre io preferii seguire altri sport. Ogni volta, finito il mio allenamento, aspettavo Salvatore osservando la lezione. Quello che vedevo era un gruppo di bambini vestiti di bianco che ripetevano sempre gli stessi gesti, e urlavano quando il maestro (Giuseppe Coppola) alzava il tono della voce. Due mesi dopo, decisi di seguire quella strada , mi iscrissi al corso e da quel giorno, il karate diventò parte di me. Dopo 6 anni di pratica, nel 1996, diedi l'esame di 1° Dan, di fronte i Maestri Nino Tammaccaro e Gianni Ferrara. Ancora ricordo benissimo l'emozione che provai quel giorno, non esagero dicendo che quello è stato uno dei giorni più importanti della mia vita. In questi anni ho avuto tre maestri a cui devo veramente tanto. Il primo è stato il M°Giuseppe Coppola, una persona che stimo tantissimo soprattutto sotto l'aspetto umano, con lui mi sono allenato per circa 10 anni, sicuramente è colui a cui devo di più perchè mi ha fatto scoprire e amare questa disciplina. Dopo la cintura nera per un paio di anni mi sono allenato con il M° Paolo Rizza, un persona con un carattere particolare, ma dotato di una fortissima personalità. Entrambi, pur con caratteristiche diverse, erano bravi nel kumite, il primo faceva della forza fisica la sua arma migliore, mentre il secondo era dotato di gran velocità e decisione.

Verso i 19 anni, per problemi che non sto qui a spiegare, volevo chiudere con il karate, ma grazie all'appoggio e al consiglio della mia famiglia, della mia ex ragazza, e di alcuni amici/allievi più grandi, decido, nonostante la giovanissima età di continuare per la mia strada e cominciare ad insegnare. Tutte queste persone mi sono sempre state vicino, dandomi forza e coraggio per andare avanti nonostante le difficoltà iniziali.

Essendo ancora troppo giovane ed inesperto, avevo bisogno di una guida che poteva farmi crescere sia dal punto di vista tecnico che umano. Fù allora che contattai il M° Ferrara, e da quel giorno la mia vita di karateka cambiò. Il Maestro mi accolse fin da subito come allievo, dandomi tutto il sostegno di cui avevo bisogno, e facendomi scoprire un karate ben diverso da quello che conoscevo, non più un karate fatto di pugni e calci, ma un karate tradizionale basato sullo studio e applicazione dei kata. Il Kata è forse la parte ove il Karate è racchiuso con tutti i suoi segreti e le sue radici più profonde. Oggi, viene impiegato come strumento competitivo ed ha subito una sua evoluzione a carattere agonistico che ne ha sicuramente deturpato l'area più profonda, che è lo studio e la ricerca delle reali tecniche che in esso sono nascoste , che grazie all'insegnamento del Maestro sto cominciando a scoprire e amare.

La continua ricerca della perfezione in ogni singola tecnica, in ogni singolo spostamento permette al nostro corpo un movimento sempre più armonioso ed efficace riducendo gli infortuni causati da un suo uso scorretto. Questa scoperta nel Karate è fondamentale, viene ancora prima della forza e della potenza; ovvero la capacita di dialogare col proprio corpo rappresenta un salto di qualità.

Quindi possiamo benissimo dire che il fine del karate, oltre naturalmente all'aspetto marziale, è la salute, intesa come integrità psichica oltre che fisica.

Oggi, posso dire di avere una palestra avviata, ed un gruppo di allievi validi e volenterosi che nel corso degli anni mi hanno dato tantissime soddisfazioni, e molti di loro, pur essendo giovanissimi, hanno capito il significato più profondo del karate do, che secondo me è racchiuso nella massima del maestro Funakoshi: “karate ni sente nashi”. Queste parole, "non attaccare mai per primo" non significano solamente: non usare il Karate per combattere, o far si che il tuo aggressore comprenda mentalmente che è meglio non attaccare, ma la vera essenza va ben oltre, significa sapersi comportare e saper vivere con la gente, caratteristiche che deve sviluppare un vero karateka.”

Oss..

Giuseppe Di Blasi

IL MAESTRO GIANNI FERRARA

                                                           afkci

Il maestro Gianni Ferrara è il direttore tecnico dell'A.F.K.C.I, accademia riconosciuta dall'ente di promozione sportiva Csain. Inizia la pratica del karate nel 1972 sotto la direzione tecnica del M° Litrico. Continua l’attività con il maestro Santo Torre fino al 3° Dan, ma poi diviene allievo di sensei Nino Tammaccaro, trascinato dal suo grande carisma e spessore tecnico. Ad oggi sono passati oltre vent'anni sotto la guida di sensei Tammaccaro. Da questi acquisisce una nuova visione del karate, che nell'ambiente è identificata col termine "fudokan", che corrisponde alla visione del karate di sensei Taiji Kase, di cui il maestro Tammaccaro è stato allievo. Fudokan infatti, era il nome del dojo del maestro Kase che era solito definirlo come il luogo "dove si allenano gli uomini forti dal cuore puro".  Sotto la guida del maestro Tammaccaro, nel 1992 ad Aix in Francia, conquista il titolo europeo EFKU di kata e kumite. Oggi il maestro Ferrara è l'esempio vivente di chi è riuscito a fare del karate do uno stile di vita, non solo per la costante pratica che gli ha permesso di ottenere un elevato livello tecnico, ma perchè cerca sempre di mettere in pratica i principi morali del karate e di trasmetterli ai propri allievi. Per questi motivi è diventato la guida e il punto di riferimento di diversi dojo e di tanti praticanti.

Grazie maestro!!!

maestro ferrara e m° tammaccaro               ferrara

DICONO DEL MAESTRO TAMMACCARO

 
C'era una volta... ieri!

di Franco Franchi

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Nino Tammaccaro – Il guerriero inconsueto

Era stato tra i primi a cogliere il fascino avvincente del karate come lo proponeva, fuori dagli schemi risaputi di una marzialità esoterica, il maestro Hiroshi Shirai, arrivato senza clamori ma con un ferreo e ragionato programma di proselitismo e diffusione della disciplina. Esuberante, spontaneo, irruente, bizzarro ed imprevedibile, Nino Tammaccaro aveva scoperto nel karate la possibilità di esprimersi secondo schemi gestuali che corrispondevano perfettamente alla sua personalità. Perché il maestro Shirai, pur nel rispetto del rigore tecnico più intransigente non proponeva un karate mistico ed impenetrabile come i maestri che lo avevano preceduto con apparizioni saltuarie.

Voleva, prima di tutto, atleti vigorosi e tenaci che sapessero esprimere anche fisicamente i significati concreti di certi valori che una mitologia deviante relegava nella mistica sfera dello spirito. Non fu difficile per Nino inserirsi nel gruppo ristretto dei fedelissimi del maestro: di coloro, cioè, che riuscivano a rappresentarne visivamente il messaggio nel modo più aderente alla sua verità. C’era un limite in loro ed era quello di essere fatalmente la fotocopia, nel senso più ampio del termine di chi li addestrava. Anche perché avevano acquisito il fondamentale principio marziale della disciplina in forza del quale l’insegnamento non ammette deviazioni o correzioni operative.

Un concetto che urtava fatalmente con l’esuberanza caratteriale di Nino Tammaccaro abituato ad esprimersi senza mediazioni, seguendo le umoralità del suo istinto per certi versi simpaticamente animalesco. E questo lo metteva in una posizione anomala nei confronti della testuggine pretoriana degli adepti che, al pari del maestro, accettava spesso con malcelata insofferenza le iniziative del solista. Perché proprio tale finiva per essere questo gladiatore irruente che, pur apprezzando le interiorità filosofiche della gestualità, finiva sempre per dare più spazio agli aspetti esteriori della disciplina. Per un destino singolare, Nino Tammaccaro fu sempre quello che seppe sacrificarsi con impegno fisico più elevato. Nessuna fatica lo spaventava ma quello che maggiormente lo realizzava era la spettacolarità dell’esibizione dove poteva esprimersi compiutamente la creatività della sua fantasia gratificata dall’applauso degli ammiratori. Anche nelle competizioni, Nino rinunciò sempre per vocazione alle strategie, ai tatticismi, alla ricerca della tecnica preziosa e rifinita: sarebbe stata per lui una mortificazione insopportabile. Vinse raramente anche per questo ma la generosità dei suoi combattimenti gli guadagnò la simpatia e l’ammirazione di uno stuolo di fedelissimi conquistati proprio dal fascino dell’eroe perdente al quale va il premio della nobiltà della sconfitta.

Furono quelli che lo seguirono quando, per primo, seppe affrancarsi dalla magnetica personalità del maestro Shirai rifiutandosi di seguirlo nella nuova compagina federale quando le ragioni della politica imposero lo scioglimento della struttura organizzativa originaria. E Nino Tammaccaro divenne il corifeo dell’autodifesa di cui rimane l’interprete più originale seguendo schemi assolutamente al di fuori di quelli codificati. Si può dire, magari forzando enfaticamente le cose, che Nino Tammaccaro è il fondatore, il caposcuola, dell’autodifesa sportiva in opposizione a quella tradizionale.

L’incisività estemporanea del comando rispetto alle tattiche ragionate dell’esercito regolare.

Questa è la caratteristica primigenia di uno dei protagonisti più apprezzati della breve ma intensa storia del karate italiano di cui ha scritto qualche pagina ruvida: coraggiosamente.

Per gentile concessione della rivista Samurai
Mese di Ottobre - Anno 1988

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                                           IL MAESTRO NINO TAMMACCARO CON IL MAESTRO GIANNI FERRARA

ESAMI PASSAGGIO DI DAN

Domenica 24 maggio si sono svolti a Enna gli esami di passaggio di dan dell’Accademia Fudokan Karate Csain Italia, diretta dal maestro Gianni Ferrara. Davide La Paglia e Stella Maria, allievi del maestro Giuseppe Di Blasi della Seiken Karate Club Enna hanno superato con un esito brillante questa prova. Il primo ha conquistato l’ambita cintura nera (1° Dan), dimostrando di possedere un buon bagaglio tecnico e un buon controllo emotivo. Tutti i praticanti considerano la cintura nera la tappa più importante del proprio percorso marziale, ma allo stesso tempo la prima e imprescindibile che apre la porta verso i veri principi di questa disciplina. Stella Maria invece ha superato l’esame per il conseguimento del 3° dan. La commissione tecnica è stata presieduta dal maestro Gianni Ferrara responsabile della suddetta Accademia, il quale prima ha diretto uno stage rivolto ai tecnici, a tutte le cinture nere e a tutti coloro che dovevano sostenere gli esami. Il Maestro Di Blasi si ritiene molto soddisfatto del cammino svolto in questi anni dai propri allievi, ai quali ricorda che il karate è una disciplina che mira sì alla crescita tecnica ma soprattutto ad uno sviluppo globale della personalità di ogni praticante.

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GARA NISCEMI APRILE 2009

Gli atleti della seiken karate club enna hanno ottenuto 2 ori, un argento e tre bronzi al “3° trofeo città di Niscemi” che si è svolto domenica scorsa. Il maestro Giuseppe Di Blasi e l’istruttrice Maria Stella hanno accompagnato 15 atleti, delle palestre di Enna e Leonforte, alla manifestazione sportiva. Gli atleti hanno partecipato alle specialità di kata (forme), singolo e a squadre, e di kumite (combattimento). Nel kata singolo Mattia Catalfo si aggiudica il terzo posto, mentre nella specialità a squadre oro per D’Alotto Kevin, D’Alotto Vincenzo e Messina Carmelo. Nel kumite Davide Calzetta sale sul gradino più alto del podio nella categoria 15-17 anni cinture nere, vincendo tutti gli incontri. Argento nella stessa specialità per Matteo Befumo, categoria 6-8 anni e bronzo per Puglisi Simone categoria cinture nere 10-13 anni cintura nera e per Camiolo Andrea categoria 10-13 anni cintura bianca. Da evidenziare pure le ottime performance degli altri atleti della seiken: Vittorio La Delfa, Inguì Francesco, Romano Francesco, Giuseppe Murgano, Di Dio Demetra, Bruno Lorenzo e Noemi Murgano. Soddisfatti gli accompagnatori che ricordano che l’obiettivo del karate però non coincide con la vittoria in gara ma con la crescita psico fisica e morale.

      P1140806     il M° Di Blasi e l'allievo Davide Calzetta

 
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